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La denuncia di successione

La tassazione della successione.

 

 

LA NUOVA IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI

La disciplina della successione

L’art. 2, c. 47 e seguenti, della L.24/11/2006, n. 286  ha ripristinato l’imposta sulle successioni, a decorrere da quelle aperte a partire dal 3 ottobre 2006. E’ quindi decaduta, retroattivamente, la diversa disciplina già dettata dall’art. 6 del D.L. n. 262/2006. La disciplina suindicata è stata ulteriormente modificata – con decorrenza dal 3 ottobre 2006 – dall’art. 1, commi da 77 a 79, della L. 27/12 2006 n. 296 ed è in vigore dal 1° /1/ 2007.

L’imposta sulle successioni e donazioni era un’imposta progressiva commisurata per scaglioni di valore imponibile con aliquote crescenti. Era costituita da un unico tributo, organizzato su due serie di aliquote: la prima riferita all’asse globale della successione,  la seconda in base al rapporto di parentela con il de cuis .

Le modifiche della L. 342/2000

La L.  342/2000 aveva modificato i principi con i quali si calcolava l’imposta. Cioè le aliquote restavano invariate qualunque fosse l’ammontare della base imponibile. Tale meccanismo era temperato dall’istituto della franchigia: cioè un minimo che non scontava l’imposta.

La soppressione dell’imposta di successione e donazione

L’art. 13 L.18/10/2001 n. 383  aveva disposto la soppressione dell’imposta di successione e donazione. Per le successioni di persone morte dal 25 ottobre 2001 al 2 ottobre 2006 si pagavano solo le imposte ipotecarie e catastali relative agli immobili caduti in successione, con possibilità di chiedere le agevolazioni prima casa. La dichiarazione di successione non doveva essere presentata nel caso in cui l’eredità fosse composta da altri beni (comprese aziende, quote sociali, conti correnti, titoli …).

 

Il ripristino dell’imposta

Il comma 47 dell’allegato alla L. 24 novembre 2006 n. 286, con effetto per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006 ha ripristinato l’imposta sulle successioni e donazioni.

 

47. È istituita l’imposta sulle successioni e donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione, secondo le disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto previsto dai commi da 48 a 54.

50. Per quanto non disposto dai commi da 47 a 49 e da 51 a 54 si applicano, in quanto compatibili,le disposizioni previste dal citato testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2002.

 

 

La struttura dell’imposta sulle successioni è, salve le diverse aliquote ora previste, sostanzialmente quella risultante dalle modifiche apportate al T.U. dalla L. n. 342/2000 (su cui cfr. la Circ. Min. Fin. 16 novembre 2000 n. 207/E); in particolare:

 

l’imposta di successione non colpisce ,  a differenza di quanto avveniva prima del 2000 , l’asse ereditario globale, ma unicamente le singole attribuzioni in capo ad eredi o legatari

 

La nuova imposta sulle successioni colpisce tutti i beni e diritti, mobiliari ed immobiliari, oggetto di trasferimento, salve le eccezioni espressamente previste dalla legge.

Comprende anche quindi,

  1. il denaro,
  2. qualsiasi tipo di rapporto bancario: saldi di conti correnti, titoli, quote di fondi comuni di investimento ed altri valori mobiliari (per i quali, pertanto, le banche, ai sensi dell’art. 48 T.U., dovranno nuovamente richiedere agli eredi prova della presentazione della dichiarazione di successione, salvo che nell’ipotesi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione, ex art. 28, comma 7, T.U.).

 

 

Sinossi dei

Principi applicabili

 

 

Si applicano le disposizioni del testo unico per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006

 

 

1) Il termine per la presentazione della dichiarazione :  è  dodici mesi   dall’apertura della successione (art. 31 T.U.).

2) E’ possibile la dilazione di pagamento dell’imposta di successione (art. 38 T.U.);

3) Esistono divieti ed obblighi a carico del notaio e di terzi, in particolare per quanto riguarda questi ultimi, riguardo ai beni mobili e debiti nei confronti degli eredi del defunto (art. 48 T.U.);

4) Si applica la disciplina riguardante l’apertura di cassette di sicurezza (art. 48, comma 6, T.U.).

5) E’ prevista l’estensione dell’imposta, a tutti i beni e diritti, mobiliari ed immobiliari, oggetto di trasferimento mortis causa, Es. denaro, conti correnti, titoli, quote di fondi di investimento, con esclusione dei soli beni espressamente indicati dalla legge;

6) C’è l’autoliquidazione delle imposte ipotecarie e catastali, l’imposta di bollo e le tasse ipotecarie  mentre l’imposta di successione è liquidata dall’ufficio;

7) Sono esclusi  i beni venduti da meno di sei mesi;

8) non si devono ammassare le donazioni precedenti, comprese quelle fatte nel periodo in cui l’imposta è stata soppressa (donazioni tra il 25 ottobre 2001 e il 2 ottobre 2006);

9) Il valore dei beni immobili è determinato, ai sensi degli artt. 14 e 34 del d. lgs. n. 346/1990, tenendo conto del loro valore venale in comune commercio, e riguardo i fabbricati iscritti al catasto dei fabbricati ed ai terreni non edificabili, è possibile avvalersi della c.d. valutazione automatica (su base catastale).

10) Nel  valore delle aziende e partecipazioni in società, non si deve calcolare l’ avviamento[1].

11) Nella dichiarazione di successione possono  essere indicate le passività deducibili (artt. 20 ss. T.U.), tra cui le spese mediche e funerarie; queste ultime, in particolare, se risultanti da regolari quietanze sono deducibili in misura non superiore a euro 2.032,91 (art. 24 T.U.).

12) Si applica la presunzione di cui all’art. 9.2 del testo unico, secondo cui sono compresi nell’attivo ereditario denaro, gioielli e mobilia, nella misura del 10 per cento del valore imponibile con riferimento alle quote attribuite ai singoli beneficiari (Circ. Min. Fin. 16 novembre 2000 n. 207/E).

13) Si applicano le esenzioni da imposta previste dall’art. 3 del T.U. con  imposte ipotecarie e catastali (art. 1, comma 2, e art. 10, comma 3, del d. lgs. n. 347/1990).

Attenzione:

A  seguito dell’entrata in vigore della L. 30/07/2010 n.122 per cedere beni caduti in successione è necessario trascrivere l’accettazione d’eredità .

 

[1] Cfr. gli artt. 15 e 16 del d. lgs. n. 346/1990, come modificati dall’art. 69, comma 1, della legge n. 342/2000; e l’art. 1, comma 78, della legge n. 296/2006, che ha aggiunto il n. 1-bis all’art. 8 del d. lgs. n. 346/1990.

 

Documenti

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    Aggiunto in data: 21 aprile 2017 14:53 Dim.: 3 MB

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