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Quale società costituire ?

QUALE SOCIETA’ COSTITUIRE?

Studio dell’avvocato Chiara Maria Frattasio ed il notaio Antonio Frattasio

Per approfondimenti e chiarimenti potete contattare l’avvocato Chiara Maria Frattasio

Anche se sconsigliamo vivamente a chiunque di intraprendere un’attività autonoma e, nei casi qui trattati, in società,  desideriamo dare un modesto contributo per quanto riguarda la scelta del tipo di società da costituire, in modo da orientarla in maniera consona all’attività da svolgere ed ai riflessi fiscali e amministrativi conseguenti. Ovviamente per la complessità dell’argomento non riteniamo di risolvere le questioni in modo esauriente e quindi sarà necessaria volta per volta l’assistenza di un vero professionista.

 

Le società sono di tipo:

– non commerciale: la società semplice;

– commerciale: tutte le altre.

Sono imprese minori: le società di persone con redditi annuali inferiori ad Euro 400.000,00= se di servizi, e ad Euro 700.000,00= tutte le altre.

Tutte le società di persone sono imprese minori per il 1° ( scorcio) anno di vita, il che significa che godono della contabilità semplificata.

Le società di persone sono: società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società irregolari o di fatto.

 

Le società di capitali sono: società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata.

Gli effetti nei confronti delle imposte dirette sono i seguenti:

I soci di società di persona sommano i redditi; quelli di capitale  scontano una parte del carico fiscale IRES ( 24 %) direttamente dalla società.

Una prima sommaria conclusione : a parità di reddito fino a 100.000,00 Euri la tassazione della soc. di 2 persone è di 30.640 pari al 30,64%, mentre in quella di capitale è di 32.962 pari al 32,96%. Inoltre nella soc. di persone più aumentano i soci più decresce la tassazione; esempio se 4 : 24.600,00 pari al 24,6% .

 

I singoli casi.

La società semplice. Opera generalmente in attività agricole, in gestione immobiliare e similari. Ha scopo di lucro.

Il contratto sociale può essere modificato col consenso di tutti i soci, salvo patto diverso; l’amministrazione ordinaria e straordinaria spetta a ogni socio disgiuntamente, salvo patto diverso. Per il compimento degli atti sociali è necessario il consenso unanime dei soci amministratori, salvo patto contrario; lo scioglimento della società semplice può avvenire per mancanza della pluralità dei soci o per altre clausole previste nel contratto sociale.

L’esclusione di un socio da parte della maggioranza degli altri soci può avvenire per gravi inadempienze. Essa ha effetto dopo 30 giorni dalla sua comunicazione al socio escluso, il quale può fare opposizione davanti al tribunale.

Costi di costituzione della società semplice di cap, sociale di 5000,00:

bolli                                           156,00

imposta registro                    200,00

tassa di archivio                     27,50

CCIAA  prima iscrizione     100,00 (se agricola 50,00)

Diritti CCIAA                      18,00

CNN   + ON                       650,00

+    IVA                                 22%

– Ritenuta d’acconto          20%

Totale                                  1164,59

 

La società in nome collettivo.

Per le società di persone non è previsto alcun limite minimo di capitale per la sua costituzione. I soci rispondono dei debiti sociali e sono fallibili. Valgono le regole della società semplice  salvo clausole statutarie.

Il trasferimento di quote della società in nome collettivo è complesso in quanto la sostituzione di un socio ad un altro può cambiare la garanzia personale che assiste le obbligazioni contratte dalla società.

A carico della società in nome collettivo è posta l’IRAP, Il calcolo di questa imposta che ha un’aliquota del 3,9% si effettua sulla differenza tra il valore della base imponibile e cioè reddituale ed i costi deducibili.

Dal 2012 l’IRAP è deducibile dal reddito imponibile da attribuire soci ai fini dell’Irpef nella misura del 10%.

A carico dei soci: il reddito dalla società prodotto è attribuito ai soci in proporzione alla loro quota di partecipazione agli utili.

L’attribuzione ai soci degli utili è un’operazione teorica e cioè indipendente dall’effettiva distribuzione degli stessi per cui anche quando i soci non prelevano un euro di utili,  sono tassati per la parte di utili ad essi attribuiti.

Promemoria : aliquote per scaglioni di reddito dal 2007:

fino a 15000                                    23%

oltre 15.000 fino a 28.000          27%

oltre 28.000 fino a 55.000          38%

oltre 55.000 fino a 75.000          41%

oltre 75.000                                   43%

esempio soc. composta da 4 soci:

socio         A                                   30% persona fisica

socio         B                                   20% persona giuridica

socio         C                                   20% persona fisica

socio         D                                   30% persona fisica

La società consegue in un determinato anno un utile di € 100.000; i soci poi possiedono personalmente i seguenti redditi:

socio A            reddito societario  € 30.000

reddito di capitale € 5000

reddito fondiario   € 1000

reddito imponibile € 36.000               Irpef  € 10.000

IRES dovuta socio  pg B

reddito d’impresa         € 50.000

quota reddito da società 20.000

reddito imponibile           70.000

IRES 70.000 x 24%                             IRES  € 16.800

 

 

socio  C     reddito da società  € 20.000                      Irpef      3.650

socio  D    reddito da società  € 30.000                      Irpef      6.570

 

Come si capisce è impossibile determinare all’origine la tassazione delle società di persone in quanto le imposte variano secondo l’ammontare delle aliquote in base ai redditi posseduti dai singoli soci.

Costi:

costituzione: costo simile a quella della società semplice circa € 1250;

gestione della contabilità: minimo € 1250 all’anno;

dichiarazione dei redditi e tutte le altre formalità: minimo € 1350 all’anno.

Totale gestione annua circa € 2600  all’anno.

 

Società in accomandita semplice.

Carattere fondamentale di questa società è l’esistenza di due tipi di soci:

  • i soci accomandatari che rispondono solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni della società, in pratica sono come i soci della SNC;
  • i soci accomandanti che rispondono solamente per la quota da loro conferita.

L’intera regolamentazione delle società in accomandita semplice è organizzata sul rapporto esistente tra le due categorie di soci, mentre per tutto il resto è disciplinata con gli stessi principi della società in nome collettivo.

Gli amministratori della società possono essere esclusivamente i soci accomandatari.

Per la nomina o la revoca degli amministratori, salvo diverso patto nell’atto costitutivo è necessario il consenso di tutti i soci accomandatari e di tanti soci accomandanti che rappresentino più della metà del capitale sociale.

Il socio accomandante che compie atti di amministrazione o tratti o concluda affari in nome da società diventa illimitatamente e solidalmente responsabile confronti dei terzi. Può operare solo grazie a procura speciale. Nel caso di mancanza di tutti i soci accomandatari i soci accomandanti possono nominare per un periodo un amministratore provvisorio che ha il compito di svolgere gli atti di ordinaria amministrazione senza assumere tuttavia la responsabilità propria dei soci accomandatari.

 

I costi della società in accomandita semplice sono identici a quelli della società in nome collettivo.

 

Le società di capitale.

Esse sono:

S.p.A.. S.Acc.p.A. e le S.R.L.

la società a responsabilità limitata è essenzialmente composta da tre tipi fondamentali:

  • la società a responsabilità limitata, di tipo normale, con capitale minimo di € 10.000;
  • la società a responsabilità limitata con capitale inferiore a € 10.000;
  • la società a responsabilità limitata semplificata.

 

La società a responsabilità limitata di tipo normale: deve essere versato almeno il 25% del capitale; ha uno statuto libero che può essere adattato alle varie esigenze dei soci; la cessione delle quote può avvenire nei confronti di chiunque; il conferimento è configurabile anche in prestazioni d’opera ; è possibile attribuire ai soci particolari diritti connessi alla propria quota; è possibile prevedere clausole di trasferimento delle quote; sono possibili varie forme di amministrazione.

La società a responsabilità limitata con capitale inferiore a € 10.000 è una società con capitale minimo da 1 euro fino a un massimo di 9999,99; i conferimenti dei soci devono essere fatti esclusivamente in denaro e vanno versati interamente. Gli accantonamenti annuali a riserva legale previsti dall’art. 2430 c.c. devono essere almeno pari al 20% degli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato; ciò dovrà andare avanti fino a quando la riserva stessa più il capitale sociale non abbia raggiunto l’ammontare di € 10.000;

La società a responsabilità limitata semplificata ha uno statuto standard che non permette adattamenti a particolari esigenze dei soci; le cessioni della quota devono avvenire solo tra persone fisiche; i conferimenti sono esclusivamente in denaro e versati interamente; i diritti dei soci sono regolati rigidamente in proporzione delle quote possedute; non si possono prevedere clausole particolari in caso di cessione delle quote; l’amministrazione è costituita esclusivamente da un amministratore unico o dal consiglio di amministrazione.

I costi di costituzione:

per il primo e secondo tipo di società i costi si aggirano intorno ai € 1500;

per la società limitata semplificata i costi si aggirano attorno ai € 300.

Socio unico.

Dal 1 gennaio 2004 è possibile che un unico socio costituisca una società a responsabilità limitata

che consente di tenere separato il patrimonio personale del socio da quello della società e quindi di rischiare dell’attività solo il capitale conferito.

Dal 1997 le S.r.l. con la socio unico, se ricorrono altri requisiti richiesti, possono essere considerate imprese artigiane.

La differenza sostanziale è che l’intero capitale sociale deve essere versato dal socio unico.

Inoltre deve essere portata a conoscenza di terzi che la società ha un socio unico;

quindi deve essere indicato il cognome nome o la denominazione “se si tratta di una società” del socio unico;

luogo e data di nascita, o di costituzione;

domicilio o sede;

cittadinanza.

La gestione.

Per tutte tre le tipologie rimangono invariati i costi della gestione ordinaria e cioè: bilancio annuale, denuncia Iva, contabilità, ect.: il tutto circa € 3000 all’anno.

La società di capitali è soggetta all’imposta IRES: pari al  24% dal 1/1/2017  meno la deduzione del 2,3% … e vari degli investimenti per il meccanismo previsto denominato ACE.

La seconda imposta a cui  è sottoposta la società è denominata IRAP ed è del 3,9%.

Se ricorrono le condizioni le società di capitali possono optare per la tassazione mediante “trasparenza fiscale”.

Ritenuta sugli utili distribuiti e relativa tassazione.

La società di capitali che delibera la distribuzione dei dividendi deve effettuare all’atto del pagamento dei soci una ritenuta nei seguenti misure:

  • 26% a titolo d’imposta sugli utili relativi ad azioni o quote percepiti da persone fisiche private residenti in Italia a condizione che la partecipazione possa essere classificata come “non qualificata” cioè quando la propria quota di partecipazione non superi il 20% del capitale sociale oppure il 2% se si tratta di società quotate in borsa;

attenzione: in questo caso la società non rilascia alcuna attestazione per i compensi corrisposti poiché tali compensi essendo stati assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta non devono essere dichiarati dal socio.

Nel caso in cui la quota non sia “non qualificata” e quindi superiore al 20% ed escluse quelle situate nei cosiddetti “paradisi fiscali” mostriamo qui uno specchietto:

socio persona fisica imprenditori o società di persone
Trattamento tributario utili  formati ante 31-12 2007 = 40% utili pari 40% si applica come alle persone fisiche
Trattamento tributario utili formati dopo il 31/12/2007 = 49,72% utili pari 40% si applica come alle persone fisiche

Nel caso in cui i dividendi vengono attribuiti a società di capitali od ad enti commerciali i dividendi concorrono a formare il reddito d’impresa per il 5% dell’ammontare percepito.

 

Un’altra conclusione la possiamo senz’altro fare: la scelta di una società di persone risulterà più conveniente rispetto ad una società di capitali certamente fino a quando gli utili attribuiti ad ogni socio della società di persone non superi il 24% che è pari al IRES che pagano le società di capitali.

Si tratta di una semplice equazione e cioè:

( x + y)*c = ax+by ove c = al 24%; a= al 23% e b= al 27%.

Quindi fino a € 20.000 conviene avere una società in nome collettivo.

 

Formalità contabili.

Per prima cosa bisogna capire che ci sono norme che regolano le formalità contabili previste dal codice civile, e le formalità contabili che regolano le norme fiscali.

Tutte indistintamente le società commerciali sono obbligate ai fini civilistici a tenere i seguenti libri e scritture contabili:

  • il libro giornale;
  • il libro degli inventari;
  • tutte le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa;

e devono inoltre conservare i seguenti documenti:

  • gli originali delle lettere e telegrammi ricevuti;
  • gli originali delle fatture fornitori ricevute;
  • le copie delle lettere e dei telegrammi spediti;
  • le copie delle fatture emesse ai clienti.

(Un problema si pone ora con la posta elettronica certificata)

 

Per le società a responsabilità limitata :

ai fini civili e cioè sono previsti nel codice civile per le società a responsabilità limitata e sono obbligatori anche i seguenti libri:

  • il libro delle decisioni dei soci in cui debbono essere trascritti tutti verbale di assemblea compresi quelli redatti per atto pubblico e le decisioni dei soci; inoltre
  • il libro delle decisioni degli amministratori nel caso esista un organo collegiale;
  • il libro della decisione del sindaco quando esiste.

Questi registri non sono soggetti a vidimazione né a bollatura, ma vanno soltanto numerate  le pagine.

Al libro giornale ed al libro degli inventari vanno applicate le marche da bollo € 16 per ogni 100 pagine.

Gli altri libri sociali  vanno regolarmente bollati e vidimati nell’ufficio del registro della camera di commercio o dal notaio;

i registri Iva e il registro dei beni ammortizzabili non vanno vidimati, ma le pagine vanno soltanto numerate;

 

Formalità contabili richieste ai fini tributari.

 

Le imprese minori.

Sono escluse dalla categoria delle imprese minori tutte le società di capitali anche se hanno ricavi che non superano gli € 400.000 l’anno.

Possono essere considerate imprese minori:

  • Le società in nome collettivo;
  • le società in accomandita semplice;-
  • le società di fatto o irregolari,
  • le società di armamento.

Le imprese minori possono acquisire la contabilità semplificata.

La contabilità semplificata permette di tenere in luogo di tutti gli altri libri solo i registri prescritti dalla legge Iva, opportunamente integrati con le registrazioni delle operazioni non soggette ad Iva.

Esse sono:

gli affitti dei locali aziendali pagati ai privati;

i premi di assicurazione relativi all’attività esercitata; l’acquisto di valori bollati, le marche assicurative e similari;

le tasse di circolazione degli autoveicoli dell’azienda;

tutti gli altri.

Oltre ai costi esclusi da Iva ci possono anche essere ricavi esclusi da Iva i quali andranno riportati comunque nei registri Iva;

il termine di registrazione di tutti le annotazioni è di 60 giorni come stabilito con decreto dal Ministero delle Finanze 2-maggio-1989.

Andranno inoltre annotati nel totale :

  • le spese per retribuzioni e contributi dei dipendenti;
  • i ratei attivi;
  • i riscontri attivi;
  • i riscontri passivi;
  • le fatture clienti da emettere;
  • le fatture fornitori da ricevere;
  • le fatture clienti emesse e registrate soltanto a titolo d’acconto;
  • le plusvalenze;
  • le sopravvenienze attive;
  • le minusvalenze;
  • le sopravvenienze passive;
  • le perdite di beni strumentali;
  • i compensi in misura fissa spettanti agli amministratori,
  • gli ammortamenti dei beni materiali ed immateriali,
  • gli accantonamenti di acquiescenza e previdenza;
  • le spese relative a più esercizi;
  • tutte le altre operazioni rilevanti ai fini determinazione del reddito d’impresa; entro il termine stabilito per la presentazione dichiarazione dei redditi vanno indicate le quantità i valori per categorie omogenee le rimanenze di magazzino;
  • le rimanenze di magazzino distinte per quantità e valori con i criteri di valutazione.

Oltre i registri Iva integrati con le altre operazioni , l’impresa dovrà tenere il registro dei beni ammortizzabili a meno che le relative annotazioni vengano effettuate nei registri Iva degli acquisti o nei  libri previsti dalla legislazione sul lavoro se ha dei dipendenti.

 

Le sanzioni in caso di mancanza della tenuta delle scritture contabili previste dalla legge civile.

In caso di fallimento la mancanza della tenuta delle scritture contabili previste dal codice civile prevede per coloro che durante i tre anni antecedenti la dichiarazione di fallimento oppure dall’inizio dell’impresa se questa avuto una durata inferiore a tre anni non hanno tenuto o hanno tenuti in modo irregolare letture contabili che obbligatorie la reclusione da sei mesi a due anni oltre all’inabilitazione esercizio di impresa commerciale e l’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a due anni.

Le scritture contabili per quanto concerne le società:

  • società in nome collettivo;
  • società in accomandita semplice;
  • società di fatto o irregolari sono limitate al:

libro giornale e libro degli inventari, ed eventualmente le altre scritture contabili richieste da natura da dimensione dell’impresa.

Per le società di capitale oltre ai libri sopra indicati si debbono tenere anche:

  • il libro delle decisioni dei soci, in cui devono essere trascritti tutti verbale di assemblea compresi quelli redatti per atto pubblico e le decisioni dei soci;
  • quando esiste un organo collegiale il libro delle decisioni degli amministratori;
  • quando esiste il sindaco o un revisore le loro decisioni debbono essere indicati in un libro.

Per le SRL.

Il libro giornale ed il libro degli inventari non devono essere vidimati inizialmente, ma occorrerà applicare le marche da bollo da euro 16,00 per ogni 100 pagine o frazioni; per questi due libri è necessario semplicemente numerare le pagine mano a mano che si usano non è più richiesta numerazione e bollatura per blocchi di pagine;

Per tutti gli altri libri sociali essi vanno regolarmente bollati e vidimati presso il registro della C.C. o dal notaio.

I registri Iva e registro dei beni ammortizzabili non vanno vidimati ma le pagine vanno soltanto numerate mano a mano che si usano;

la tassa annuale di concessione governativa è pari a 309,87 o 516,46 per la società che hanno più di 516.456,90 di capitale sociale. La tassa di concessione governativa va effettuata mediante modello F 24 entro il 16 marzo. Questa tassa vale per la vidimazione di qualsiasi libro prescindendo da ogni numero.

Per le società in nome collettivo e Sas:

il libro giornale ed il libro inventari non vanno vidimati; non occorre più versare la tassa di concessione governative di € 67, invece dovuta l’imposta di bollo che viene aumentata a € 32 per ogni 100 pagine;

e tutti gli altri libri sociali per esempio soci verbali assemblee vanno vidimati con la tassa governativa di euro 67,00 per ogni 500 pagine o frazione di 500 pagine e marche da bollo di euro 16 per ogni 100 pagine o  frazioni di 100 pagine;

i registri Iva e quelli dei beni ammortizzabili non vanno vidimati, ma semplicemente numerati mano a mano che si usano.

Attenzione le società di persone anche imprese minori non hanno l’obbligo di tenere il libro giornale nè quello di inventari. Questo è vero solo ai fini fiscali. Ma in caso di dissesto e conseguente fallimento i soci delle società che non hanno i libri sociali obbligatori rischiano una condanna per bancarotta semplice.

 

Formalità richieste dalle leggi tributarie.

Il libro giornale è lo stesso di quello richiesto dal codice civile.

Il termine registrazione sul libro giornale di 60 giorni.

Il libro inventari.

Anche il libro inventari è obbligatorio ai fini fiscali ed è lo stesso di quello previsto dal codice civile.

Il libro inventari deve essere compilato entro tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione dichiarazione dei redditi.

Registro dei beni ammortizzabili.

Questo registro è previsto esclusivamente dalla legge fiscale e non occorre procedere alla sua vidimazione.

Il libro dei beni ammortizzabili non va tenuto quando non vi sono beni da ammortizzare. Inoltre può non essere tenuto quando le annotazioni previste vengono effettuate nel libro inventario o sul libro giornale.

I registri Iva.

Le società sono obbligate anche alla tenuta dei registri prescritti dalla legge Iva. I registri prescritti  ai fini Iva sono:

il registro degli acquisti;

il registro delle fatture emesse;

registro dei corrispettivi;

il registro prima nota.

 

La mancata o irregolare tenuta dei libri previsti dalla legge fiscale.

La mancata tenuta di uno qualsiasi dei libri fini fiscali determina la possibilità per l’ufficio delle imposte di procedere all’accertamento induttivo.

Chiunque al fine di evadere le imposte sul reddito o sull’Iva distrugga occulta in tutto in parte documenti o le scritture contabili obbligatorie in modo da non consentire a chiunque di non accertare il volume d’affari; chiunque distrugga o occulta documenti o  scritture contabili obbligatorie al fine di consentire a terzi di evasione delle imposte dirette impedendo di accettare il volume d’affari è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

 

È importante tenere presente che le esenzioni contabili delle imprese minori valgono solo ai fini fiscali e non anche ai fini civilistici in quanto tutte le imprese comprese quelle di persone sono tenute alle norme di carattere civilistico. Quindi le imprese minori sono comunque obbligate dal codice civile a tenere almeno quanto segue:

  • il libro giornale;
  • il libro degli inventari;
  • tutte le altre scritture contabili richiesta dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa.

 

Per approfondimenti e chiarimenti potete contattare l’avvocato Chiara Maria Frattasio

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